Progetto formativo “Studi per l’autonomia”

Progetti di utilità sociale e per iniziative di formazione e aggiornamento degli associati ex artt. 23 e 28 L.R. n. 23/2012 – D.P.Reg. n.141/2014 ss.mm.ii. – Direzione Centrale Salute, Politiche Sociali e Disabilità della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

“Nel mondo un miliardo e 100 milioni di persone hanno una disabilità visiva. Tra loro 43 milioni sono cieche, 295 hanno problemi visivi moderati o gravi, 510 milioni potrebbero tornare a vedere con un semplice paio di occhiali di vista e 90 milioni sono bambini” questo è il quadro dell’organizzazione CBM Italia – Componente nazionale dell’organizzazione umanitaria impegnata da molti anni nella cura e nella prevenzione della cecità e disabilità evitabile nei Paesi in via di sviluppo, in occasione della Giornata Mondiale della Vista del 14 ottobre 2021.
Questo è il quadro che emerge, come conseguenza del fatto che negli ultimi anni, un numero sempre più elevato di ragazzi, giovani adulti e adulti, vanno incontro alla perdita totale e/o parziale della vista e contattano l’A.N.Fa.Mi.V. e l’UICI. La maggior parte di questi vengono definiti “ipovedenti”. Mentre, la piccola parte rimanente si identifica come “non vedente”.
Spesso per l’ipovisione e per la cecità (sia primaria che secondaria) non c’è una cura, ma qualunque sia l’età della persona ipovedente e/o cieca, o il tipo di deficit visivo, “si può e si deve” cercare di limitarne o attenuarne gli effetti funzionali, concorrendo a ridare alla persona il massimo grado di autonomia possibile, aumentandone dunque l’indipendenza e migliorandone la qualità di vita, e questo è l’obiettivo primario del progetto: “Studi per l’autonomia”, sia autonomia nella vita quotidiana, sia in campo professionale e artistico con particolare attenzione, in questo caso, ai musicisti.

Nasce così l’idea del progetto “STUDI PER L’AUTONOMIA” che si rivolge ai soci dell’A.N.Fa.Mi.V. (capofila) e UICI di Pordenone (partner) come corso di formazione, grazie al contributo della Regione Friuli Venezia Giulia.

Le attività “formative” sono state progettate seguendo idealmente due “binari”, i quali però non vanno visti come completamente indipendenti, ma studiati in modo da rinforzarsi a vicenda.

Il primo binario è quello delle autonomie: le attività saranno tutte mirate all’apprendimento e/o al perfezionamento nell’utilizzo delle nuove tecnologie (smartphone, tablet e pc) a favore dell’autonomia personale. Queste attività sono racchiuse nel percorso formativo “Ritroviamoci online” dalla durata di 48 ore, con incontri settimanali di 3 ore e saranno tenute da un educatore dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti – Sezione di Pordenone.

L’autonomia oggi infatti passa in grandissima parte per le nuove tecnologie, e così le persone con disabilità visive possono, grazie ad ausili hardware e software specificamente progettati, accedere ad attività che fino a pochi anni fa erano impensabili per loro. Basti pensare alle sconfinate possibilità comunicative che oggi sono a disposizione di tutti: un non vedente può comunicare, sia in maniera sincrona che asincrona, con chiunque nel mondo, praticamente allo stesso modo di una persona normovedente. Apprendere e perfezionare l’utilizzo di queste tecnologie, dunque, permetterà ai destinatari del progetto di interagire con altre persone con disabilità visive, ma anche con vedenti, favorendo fra l’altro lo scambio di esperienze, di informazioni e di soluzioni per i problemi che si trovano ad affrontare quotidianamente.

Invece il secondo binario è quello della produzione musicale e le attività saranno dunque rivolte a musicisti professionisti ed amatori, mirate ad un modo innovativo del fare musica, grazie ad una nuova tastiera musicale sperimentale, specificamente pensata per le persone con disabilità visive. Lavorare e divertirsi con la musica permetterà ai destinatari del progetto di migliorare abilità percettive, come l’udito e il tatto nonché abilità cognitive quali i processi di memorizzazione e il ragionamento analitico.
Ciò avrà un’influenza positiva anche sull’uso delle nuove tecnologie. I musicisti ciechi ed ipovedenti saranno in grado, grazie agli ausili utilizzati, di interagire in maniera molto più efficace tra loro e con i loro colleghi normovedenti. Si potranno avviare perciò, già nell’ambito del progetto, collaborazioni con professionisti del settore ed istituzioni musicali, sia nazionali che internazionali.

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